Training Autogeno

 

Allenarsi al rilassamento

 

Il training autogeno è una tecnica di auto-rilassamento che consente di allontanare lo stress e le tensioni e dona al soggetto una notevole capacità di concentrazione, benessere e presenza a sé stesso.

 

Il principio sul quale si basa il training autogeno è la stretta interconnessione tra lo stato fisico e quello mentale.

Ideata da Johannes Schultz, psichiatra e psicoterapeuta berlinese, la tecnica rimanda, a partire dal suo significato letterale (“training”= allenamento, “autos”= da sé, “genos”= che si genera) ad un allenamento che si genera autonomamente: infatti la persona che apprende il metodo diventa in grado di gestire individualmente i propri stati fisici, acquisendo una sempre maggiore capacità di induzione volontaria di sensazioni specifiche, inizialmente indotta dall’esterno e gradualmente interiorizzata.

L’autogenia, secondo Schultz, è la capacità di lasciar emergere spontaneamente il proprio mondo interiore. Per far emergere il proprio progetto interno è necessario un ascolto calmo di sé, che si realizza attraverso il rilassamento profondo. Solo allora, quando si mettono a tacere le voci di sottofondo e ci si da lo spazio e il tempo di ascoltare il proprio Sé, si realizza quella profonda unità di mente e corpo che é alla base del benessere.

 

Il Training autogeno nasce originariamente in campo clinico psicologico e psicosomatico per affrontare problematiche quali: disturbi funzionali e somatizzazioni di tipo neurovegetativo come cefalee, tachicardie, problemi circolatori e respiratori, disturbi digestivi; fobie e disturbi d’ansia; tic o balbuzie; disturbi del sonno quali insonnia e apnee.

 

Gli esercizi principali del metodo indicato da Schultz sono "basilari"(1-2) e "complementari"(3-4-5-6-7):

 

  1. esercizio della pesantezza: produce uno stato di rilassamento muscolare ;
  2. esercizio del calore: produce una vasodilatazione periferica con conseguente aumento del flusso sanguigno ;
  3. esercizio del respiro: la respirazione diviene sempre piu' profonda e spontanea, avvicinandosi a quella caratteristica del sonno ;
  4. esercizio del plesso solare: consiste nel graduale rilassamento di tutta la zona situata al di sotto del diaframma, tra lo stomaco e la colonna vertebrale, che si collega a numerosi organi interni: stomaco, intestino, fegato, pancreas, milza, reni e ghiandole surrenali.
  5. esercizio del cuore: la concentrazione sul ritmo del battito cardiaco, come sul respiro, genera una sensazione di calma che permette di raggiungere uno stato di serenità ancora più profondo ;
  6. esercizio della fronte fresca: induce nell’individuo una sensazione di benessere e rilassamento nella zona del capo ;
  7. proponimento: in questa fase si può inserire un proponimento rispetto a un particolare obiettivo che si può prefissare. Per esempio lo sportivo che soffre d'ansia da prestazione può visualizzare il momento della competizione in uno stato di totale rilassamento così da associare la competizione stessa ad uno stato non ansiogeno, creando una memoria interiore di calma ad un livello profondo dello stato di coscienza.

 

Questa tecnica è quindi un vero e proprio strumento di cambiamento che opera a tre livelli: fisiologico, fisico e psicologico.

A livello fisiologico viene favorito un riequilibrio del Sistema Nervoso e del Sistema Endocrino, entrambi strettamente connessi ai vissuti emotivi; a livello fisico, tale metodo di “autodistensione da concentrazione psichica passiva” - come il suo stesso ideatore la definì - consente in tempi brevi di intervenire efficacemente su numerosi disturbi funzionali, migliorando lo stato di benessere e di salute generale; a livello psicologico il soggetto, indotto a concentrarsi sulle proprie sensazioni corporee, ottiene un immediato alleviamento delle tensioni e dei pensieri, migliorando alcuni vissuti psicologici.

 

Ad oggi i campi di applicazione scientificamente validati del TA sono molti di più e spaziano dall’ambito aziendale, dove ha permesso di migliorare le prestazioni lavorative e la motivazione, a quello sportivo dove si è dimostrato utilissimo per atleti in fase sia preparatoria di gare che di recupero dopo eventuali infortuni. Ci sono poi i corsi pre-parto, la preparazione agli esami o eventi importanti, l’ambito estetico e infine quello pediatrico in cui la tecnica si è trasformata in “fiabe per il rilassamento” dei bambini..

Consulta il calendario per partecipare gratuitamente alla nostra lezione di prova.

 

Autore: Maria Elena Marchionatti

 

 

Bibliografia:

 

Schultz, J.H. (1968). Il training autogeno I – esercizi inferiori. Milano: Feltrinelli.

Schultz, J.H. (1968). Il training autogeno II – esercizi superiori. Milano: Feltrinelli.

Schultz, J.H. (1968). Quaderno di esercizi per il training autogeno. Milano: Feltrinelli.

Marchi, I. (2002). Teoria e pratica del training autogeno. Firenze: Demetra.

Lindemann, H. (2003). Training autogeno. Il più diffuso metodo di rilassamento. Milano: Tecniche

Nuove.

Hoffman, B. (1980). Manuale di training autogeno. Roma: Astrolabio.

 

 

RIASSUMENDO:

 

  • Il Training Autogeno è molto più che una semplice tecnica di auto-rilassamento;
  • Migliora il contatto con se stessi e consente di intervenire efficacemente ed autonomamente nel trattamento di disturbi psicosomatici di varia natura;
  • Attraverso un insieme di esercizi somatopsichici specifici, il soggetto che apprende la tecnica è in grado di raggiungere un buon equilibrio mentale e corporeo in maniera autonoma;
  • Se praticato correttamente e costantemente, permette raggiungere un’autosuggestione ed un addestramento al cambiamento psicofisico.

 

 

 

Più il corpo è vivo, più grande è l'essere.

 

A lexander Lowen

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