Psicosomatica e Pnei

 

Il nuovo ponte tra Medicina e Psicologia

 

Lo sviluppo della scienza ha sostenuto per molto tempo la scissione mente - corpo e ciò ha inevitabilmente inciso sull’approccio medico e psicologico circa la sofferenza psicofisica.

 

La Psicosomatica è una branca sia della medicina che della psicologia clinica. Essa indaga la connessione tra un disturbo somatico (fisico) e la sua causa di natura fisica ma anche psichica.

 

Secondo Pietro Calissano, che dal 1987 dirige l’Istituto di Neurobiologia del CNR:

 

Molti studiosi (...) sostengono una netta dicotomia fra attività cerebrali (tra cui lo ribadiamo per chiarezza, il movimento di un braccio, la percezione di un suono o di un dolore etc.) ed attività mentali come, appunto il pensiero o l’autocoscienza. Non a caso il mondo della medicina è, a livello accademico, ancora diviso in due corpi di insegnamento distinti e talvolta in contrasto fra loro: gli psichiatri, con le loro numerose varianti basate sul prefisso psiche (psicologi, psicoanalisti etc.) che analizzano le attività ‘mentali’, ed i neurologi, i neurochirurghi, i neurobiologi che si occupano del funzionamento delle attività cerebrali. (2001, p.13).

 

Il dualismo, di cui parla Calissano, è in particolare quello che riguarda la mente e il cervello.

Come ben sappiamo, l’uomo è dotato di un sistema di apparati e organi interni che possono ammalarsi o essere colpiti da alcuni “malfunzionamenti” a vari livelli.

Molto spesso siamo indotti a ridurlo ad un insieme di processi biochimici considerandolo come se fosse solo un corpo, senza comprenderne il complesso sistema di influenze ambientali e psicologiche invisibili ad un’analisi meramente fisica e superficiale. Al tempo stesso, quando affermiamo la centralità della mente per quanto concerne la sofferenza psichica, attuiamo uno speculare riduzionismo nel considerarla come qualcosa di separato dal corpo fisico che la esprime e la porta nel mondo quotidianamente.

 

Pertanto, ha davvero senso prescindere l’attività mentale dal complesso sistema cerebrale e corporeo che la supporta per valutare il benessere della persona? Ad oggi è difficile pensare di scindere mente e cervello così nettamente, soprattutto considerandoli il risultato di un complesso insieme di fattori biologici e psicologici in continua relazione tra loro e con una realtà ambientale e sociale in grado di modificarne gli equilibri.

 

Parallelamente allo sviluppo della medicina psicosomatica, si sviluppa la Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI), una disciplina neuropsicologica con forti basi scientifiche, chimiche e biologiche che assolve al bisogno d’integrazione disciplinare tra medicina e psicologia. Tale modello nasce in Europa, attorno agli anni ’30 del Novecento, con le ricerche di Hans Seyle in materia di neurobiologia dello stress e “rappresenta la più robusta controtendenza al paradigma meccanicista e riduzionista che, a partire dalla seconda metà del XIX secolo, diventa dominante in biomedicina”(Bottaccioli, 2008, p.13). Questa disciplina, nonostante coinvolga le più avanzate tecnologie, si radica in una concezione di guarigione molto legata alla medicina antica, di origine orientale ed occidentale.

Gli studi di psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) da molti anni hanno tradotto queste basi teoriche in dati scientifici, che rigorosamente dimostrano come avvenga il collegamento tra emotività e patologia somatica (Bagnoli A., 2014).

Nello specifico la PNEI studia come le influenze del Sistema Nervoso Centrale e del Sistema Endocrino possano modificare la risposta del Sistema Immunitario. In questo meccanismo, anche le comunicazioni bidirezionali fra i vari sistemi possono modificare la risposta infiammatoria. Ad esempio lo stress cronico può fare insorgere fenomeni di ansia e depressione dovuti a un’omeostasi instabile del corpo (Bagnoli A., 2014).

Oggi è quindi possibile affermare scientificamente ciò che ai primi del Novecento scriveva Gustav Carl Jung: “un cattivo funzionamento della psiche può fare molto per danneggiare il corpo e allo stesso modo una malattia somatica può danneggiare la psiche”.

Gli studi di psiconeuroendocrinoimmunologia dimostrano che la tendenza a somatizzare sia più propriamente presente in coloro che non riescono a riconoscere o ad esprimere le proprie emozioni (Bagnoli A., 2014).

 

Il corpo si dimostra uno degli strumenti più potenti che abbiamo a disposizione per conoscere più approfonditamente noi stessi e gli altri. Affinché la valutazione clinica, medica o psicologica, non sia parziale, occorre uno sguardo più ampio alla complessità della persona.

 

Il progresso scientifico, abbracciando la tradizione, suggerisce l'efficacia di tutte quelle pratiche olistiche che permettono di acquisire una maggiore consapevolezza emotiva e corporea.

 

Queste evidenze si traducono anche negli studi relativi all'ansia, all'alimentazione , alla postura e linguaggio non verbale.

Nel caso volessi approfondire alcune di queste pratiche e consultare i nostri corsi clicca qui.

 

 

Autore: Laura Calosso

 

Bibliografia:

Argentieri, S., Calissano, P., Canestri, J., Cimatti, F., Denes, G., Gessa, G.L., Mancia, M., Oliviero, A., Parisi, D., & Signorini, M., introduzione di Montalcini R.L., (2001). Mente e cervello: un falso dilemma? Il Melangolo Editore.

Bagnoli, A., (2014). Il disagio psichico nello studio del medico: quando è il corpo che parla. Psico-Pratika 110, 1-5.

Bottaccioli F., (2008). Il paradigma della psiconeuroendocrinoimmunologia: saggio storico ed epistemologico. Visibile al sito www.sipnei.it

Calosso L., Freilone F., (2015). Il Volto della Psicopatologia: Applicazione Clinica del Facial Action Coding System.

Porcelli, P., (2009). Medicina Psicosomatica e Psicologia Clinica: modelli teorici, diagnosi e trattamento. Raffaello Cortina Editore, Milano.

RIASSUMENDO:

 

  • La Psicosomatica studia l'influenza della sfera psichica nei disturbi del corpo ;
  • La Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) dimostra come il Sistema Nervoso Centrale e il Sistema Endocrino possano modificare gli equilibri del sistema immunitario ;
  • Lo stress cronico può fare insorgere stati depressivi ;
  • I disturbi somatici (fisici) e psichici sono connessi ;
  • La tendenza a somatizzare è più presente in coloro che non riescono a riconoscere o esprimere le proprie emozioni ;
  • Il miglioramento della capacità di regolare le proprie emozioni favorisce un maggiore equilibrio psicofisico ;
  • In questo processo può essere utile integrare uno stile di vita sano alla pratica di esercizi che favoriscano una maggiore consapevolezza corporea e mentale.

Non vi è nessuna frattura tra lo psichico e il fisico, nessun interno ed esterno, nessuna "sensazione" a cui una "cosa" esterna, differente dalla sensazione, corrisponda. Il mondo dei sensi appartiene in egual misura al dominio psichico e fisico.

 

Ernst Mach

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