Lasciare andare l'ansia

 

Vivere il presente liberi dalla pre-occupazione

 

"Preoccuparsi non toglie mai al domani la sua pena, ma toglie all'oggi la sua forza"
 - A. J. Cronin

 

La parola ansia deriva dal greco e significa "rottura interna o divisione che provoca distrazione". Essa indica la presenza di una battaglia interiore, uno stato d'animo che divide e tormenta. Ansia vuole dire pre-occuparsi, ossia occuparsi prima che qualcosa accada, significa essere vittima delle nostre aspettative, di uno stato d'animo che toglie valore e forza al presente e impedisce di viverlo in tutte le sue sfumature.

L'ansia è un fenomeno complesso e universale di cui tutti facciamo esperienza e svolge una importante funzione adattiva. Quando ci troviamo di fronte ad una minaccia fisica o psicologica, il nostro organismo mette in funzione una reazione di allarme che ci prepara a combattere o a fuggire: si attivano, quindi, tutte quelle funzioni neurovegetative come l'aumento della frequenza respiratoria e cardiaca, sudorazione, tensione muscolare e un conseguente maggiore afflusso di sangue ai muscoli. Improvvisamente diventiamo molto svegli e attenti, le percezioni sensoriali si acuiscono, il sistema digestivo si arresta. Viene inoltre stimolata la ghiandola pituitaria che è responsabile della secrezione di altri ormoni della corteccia surrenale; ci troviamo di fronte ad una "reazione di stress", funzionale alla nostra sopravvivenza.

 

Il problema sorge quando non siamo in grado di servirci in modo costruttivo di questi meccanismi. Questa sovreccitazione dovuta alla reazione allo stress può diventare uno stile di vita, una reazione abituale ad una situazione stressante. Non è raro, infatti, che molti individui si sentano costantemente tesi, soffrano di aritmie cardiache e siano vittime di tensioni croniche che coinvolgono i muscoli delle spalle, la mandibola, la faccia. Lo stress potrebbe diventare cronico e portare a gravi conseguenze per la nostra salute fisica e psicologica.

 

Cosa fare?

Il primo passo è l'accettazione di ciò che stiamo vivendo, che non significa rinuncia passiva al cambiamento ma esplorazione e conoscenza dei propri limiti.

L'unico problema con le emozioni meno piacevoli come l'ansia, la paura e la tristezza è che vuoi sbarazzartene, senza comprendere che sono benedizioni sotto mentite spoglie, indice della presenza di qualcosa che non va e che sarebbe bene cambiare.

Il segreto è imparare a convivere con queste emozioni, sviluppando due componenti essenziali: l'osservazione e il non giudizio dell'esperienza che stiamo vivendo.

Allora inizia la trasformazione.

 

Lao Tzu, fondatore del Taoismo diceva: "se vuoi liberarti di qualcosa devi prima lasciare che si espanda." Così, se vuoi liberarti dall'ansia, devi lasciare che prosperi dentro di te, senza combatterla, senza fuggire da essa, basta prenderne consapevolezza.

La meditazione, esercizi di rilassamento e più in generale tutte quelle pratiche che sviluppano la consapevolezza del momento presente, costituiscono un rimedio naturale per la gestione delle emozioni più faticose.

 

Iniziamo da subito, prestando attenzione a tutto ciò che facciamo: lasciamo che le semplici attività quotidiane diventino una sorta di meditazione, svolgiamole con totalità, come fossero la cosa più importante da fare in quel momento, perché in effetti è così, non vi è nulla di più importante e reale del presente. Possiamo fare solo una cosa alla volta. Impariamo a prestare la massima attenzione a ciò che accade momento dopo momento, lasciando che sia così com'è, vivendolo in tutta la sua interezza.

 

Il maestro Lao Tzu diceva: "Se sei depresso stai vivendo nel passato, se sei ansioso, stai vivendo nel futuro, se sei in pace, stai vivendo nel presente". Cerchiamo di far nostro un semplice esercizio: ogni volta che ci rendiamo conto che la nostra mente è altrove rispetto a ciò che stiamo facendo, richiamiamoci al presente e congratuliamoci con noi stessi per essercene accorti. Quando siamo in autobus, quando facciamo una passeggiata prestiamo attenzione alle nostre sensazioni corporee, al respiro, ai suoni intorno a noi, alle piante dei piedi che toccano il suolo. Sembrano banali esercizi, ma se praticati con costanza, hanno un grande potere trasformativo.

Basta provare.

Prendiamo coraggio.

Un pensiero di Seneca potrebbe essere illuminante: "Non è perché le cose sono difficili che non osiamo, ma è perché non osiamo che sono difficili".

 

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Autore: Valerio Principessa

 

 

Bibliografia:

 

Kabat-Zinn, J., (1993) Vivere Momento per Momento; Tea Edizioni.

Kabat-Zinn, J., (2011). Dovunque tu vada ci sei già, in cammino verso la consapevolezza; Tea Edizioni.

Lao Tzu (a cura di Browne Walker B., 2009). Tao Te Ching; Oscar Mondadori.

 

RIASSUMENDO:

 

  • L'ansia è un fenomeno prettamente umano e implica la capacità di utilizzare la memoria e l'immaginazione per spostarsi avanti e indietro nel tempo ;
  • L'ansia è una risposta del nostro organismo ad una minaccia reale o potenziale ;
  • L'ansia è un meccanismo adattivo e, quando non è eccessiva, ci permette di ottenere migliori performances ;
  • Esercizi di rilassamento possono diminuire i sintomi ansiosi ;
  • Diversi studi scientifici hanno dimostrato come 8 settimane di pratica meditativa siano sufficienti per attenuare i sintomi dell'ansia ;
  • Pratiche incentrate sulla consapevolezza del momento presente agiscono sul sistema parasimpatico rallentando l'eccessiva attivazione di quello simpatico ;
  • La gestione dei sintomi ansiosi ha effetti benefici sul sistema immunitario .

Se si è depressi, si vive nel passato.

Se si è ansiosi, si vive nel futuro.

Se si è in pace, si vive nel presente.

Lao Tzu

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